Consapevolezza sulla detransizione: Allie – «L’angolo dell’autismo»
A 19 anni Ali ha pagato 300 sterline per una videochiamata Zoom di 30 minuti ed è uscita con il testosterone: nessuna diagnosi, nessuna terapia. 18 mesi dopo ha capito che il suo disagio era autismo non diagnosticato, non disforia di genere, e si è fermata prima di perdere la fertilità.
Panoramica
Ali, detransitioner britannica di 22 anni, racconta come autismo non diagnosticato e trauma sociale l’abbiano portata a iniziare il testosterone a 19 anni dopo una consulenza privata di 30 minuti da 300 sterline con GenderGP, senza terapia né diagnosi di disforia di genere. Dopo 18 mesi ha capito che il suo disagio nasceva dalle difficoltà sociali autistiche e non da un’identità maschile innata, e ha smesso gli ormoni a maggio 2021 per proteggere il desiderio di avere figli, avvertendo che le narrazioni «transizione o morte» intrappolano le ragazze autistiche vulnerabili.
Riassunto Completo del Video
Ali, una detransizionista di 22 anni del Regno Unito, spiega di aver iniziato il gel di testosterone a 19 anni dopo una consulenza privata di tre mesi con GenderGP, senza aver mai ricevuto una diagnosi formale di disforia di genere né alcuna terapia esplorativa. Cresciuta in una casa dominata dal padre e da due fratelli maggiori, era sempre stata un maschiaccio che preferiva il calcio a Barbie e si sentiva estranea alle intricate regole sociali delle amicizie femminili. Diagnosticata come autistica a 20 anni—solo dopo che un'assistente sociale dell'università notò tratti classici quando lei si presentava come maschio—Ali crede ora che il suo autismo, combinato con anni di imitazione di comportamenti maschili, l'abbia convinta di avere un “cervello maschile” e di essere quindi destinata a essere un ragazzo. Influencer transmedicalisti online come Kalvin Garrah e canali YouTube “in bianco e nero” rafforzarono l'idea che fosse “nata nel corpo sbagliato,” mentre l'ondata del 2014 di nuove etichette di genere su Tumblr le offrì prima “gender-fluid,” poi “uomo trans,” come identità da provare. Descrive come l'iperfocalizzazione autistica abbia trasformato la transizione in un interesse speciale e come il senso accentuato di giustizia sociale delle ragazze autistiche abbia reso la narrazione dei diritti trans particolarmente avvincente: offriva sia una causa giusta sia una comunità già pronta per qualcuna che si era sempre sentita un'outsider. Dopo 18 mesi di testosterone Ali iniziò a mettere in discussione il percorso: trasferirsi all'università sconvolse le sue routine, un tentativo di suicidio a 20 anni la mise finalmente in contatto con i servizi di salute mentale e la prospettiva di perdere la fertilità—aveva sempre voluto dei figli—divenne intollerabile. Rendendosi conto che la sua disforia derivava dalla difficoltà sociale autistica anziché da un'identità maschile innata, smise gli ormoni nel maggio 2021. Ali conclude rifiutando il messaggio “transizione o morte” che aveva assorbito, sostenendo che clinici, genitori e comunità online devono iniziare a riconoscere autismo e trauma come fattori comuni dell'identificazione trans nelle ragazze come lei.