Ex trans fa causa per il cambio di sesso
Michelle è stata portata in fretta attraverso mastectomia, ormoni e un’isterectomia inutile: ora fa causa, dicendo che i medici hanno ignorato la sua storia di salute mentale lasciandola danneggiata in modo permanente. La transizione non è cura; è danno.
Panoramica
Michelle Zacchigna, 34 anni, fa causa ai medici dell’Ontario che l’hanno accelerata verso mastectomia, ormoni e un’isterectomia medicalmente non necessaria, sostenendo che abbiano ignorato la sua storia di salute mentale lasciandole un danno irreversibile. La Campaign Life Coalition mette in evidenza la sua storia in una petizione per vietare la transizione di genere ai minori, definendola abuso su minori.
Riassunto Completo del Video
Michelle Zacchigna, una donna di 34 anni di Orillia, Ontario, sta facendo causa ai medici che hanno agevolato la sua transizione medica, sostenendo che vi sia stata negligenza medica. Secondo la trascrizione, si è sottoposta a una mastectomia bilaterale 14 mesi dopo l'inizio della transizione, seguita da iniezioni ormonali e, otto anni dopo, da un'isterectomia non necessaria dal punto di vista medico, coperta dall'Ontario Health Insurance Plan. Afferma che ciascuno di questi passaggi comportava modificazioni corporee irreversibili e rischi gravi, eppure ha incontrato “scarsa opposizione” da parte dei clinici nonostante una lunga storia di problemi di salute mentale e l'assenza di qualsiasi disagio legato al genere nell'infanzia o nell'adolescenza. Michelle sostiene che questa mancanza di approfondimento costituisca una violazione del dovere di diligenza nei confronti di una paziente vulnerabile, e dichiara che dovrà convivere con le conseguenze “per il resto della mia vita.” Pete Beklinski, direttore della comunicazione della Campaign Life Coalition, presenta Michelle come una figura eroica che vuole evitare ad altri un danno simile. La trascrizione riporta le parole di Michelle che esprimono devastazione e rabbia, e riassume la sua convinzione che i giovani vengano spinti in procedure irreversibili e “mutilanti” che aggravano, anziché risolvere, la disforia. Il video collega la storia personale di Michelle a una campagna più ampia della Campaign Life Coalition, che sta diffondendo una petizione rivolta al Primo Ministro e a tutti i premier canadesi affinché vietino quella che definisce la “mutilazione e castrazione” dei minori che vivono la disforia di genere. La petizione, accessibile all'indirizzo clife.ca/banchildsexchange, è presentata come un imperativo morale per proteggere i bambini da quello che l'organizzazione definisce “abuso sui minori.”