Isterectomia, doppia mastectomia e profondo rimpianto trans a 24 anni
A 19 anni Katie si è fatta rimuovere il seno; a 23 anni le sono stati asportati utero, ovaie e cervice. Un errore chirurgico l'ha quasi uccisa. Oggi ha 27 anni, è sterile, si rade la barba e avverte: la transizione non risolve nulla, distrugge solo.
Panoramica
Katie Anderson, un maschiaccio proveniente da una stabile famiglia cattolica, ha iniziato a identificarsi come maschio a 18 anni dopo aver guardato su YouTube video sulla transizione. Nel giro di un anno assumeva testosterone e si era sottoposta a una doppia mastectomia; in seguito, un forte dolore pelvico dovuto all’atrofia indotta dagli ormoni ha portato a un’isterectomia che le ha causato un’emorragia e ha reso necessario un intervento chirurgico d’urgenza. Dopo aver detransizionato nel 2021, vive con una voce più profonda, peli sul viso, una struttura ossea mascolinizzata e infertilità permanente, e ora avverte che la transizione medica ha mascherato un disagio psicologico più profondo.
Riassunto Completo del Video
Katie Anderson, oggi 27enne, ha iniziato a identificarsi come maschio a 18 anni dopo aver scoperto su YouTube racconti di transizione. Maschiaccio da sempre, proveniente da una famiglia cattolica stabile e priva di traumi, aveva praticato sport, indossato abiti da ragazzo e, al liceo, si era per breve tempo definita lesbica, ma non aveva mai creduto di essere un ragazzo finché, a 18 anni, non si è sentita improvvisamente spinta a tagliarsi i capelli, fasciare il petto e adottare il nome “Kaden”. Incoraggiata da amici e parenti che non vedevano motivo di opporsi, ha effettuato la transizione sociale nel giro di poche settimane e poi, ancora diciannovenne, ha iniziato a iniettarsi testosterone ottenuto tramite una clinica di genere del Massachusetts che disponeva di un terapeuta interno. Dopo un unico appuntamento di 45 minuti incentrato su preferenze infantili stereotipate, il terapeuta l’ha definita un “caso da manuale” di disforia di genere, senza mai esplorare un possibile autismo o altre comorbidità. Dopo meno di un anno di testosterone, Katie si è sottoposta a una doppia mastectomia che le è costata solo circa 500 dollari di tasca propria e l’ha lasciata euforica. Negli anni successivi gli ormoni hanno causato atrofia degli organi riproduttivi e un forte dolore pelvico; la risposta della clinica è stata programmare un’isterectomia totale invece di suggerire di interrompere il testosterone. Nell’agosto 2020, durante le restrizioni per il COVID che tuttavia hanno consentito l’intervento, i chirurghi le hanno rimosso utero, ovaie, cervice e tube di Falloppio. Un errore chirurgico ha lasciato un’arteria aperta, provocando un’emorragia interna massiva, un reintervento d’urgenza e tre trasfusioni di sangue, mentre sua madre aspettava una telefonata che avrebbe potuto informarla che Katie era morta. Questo incontro ravvicinato con la mortalità, unito alla consapevolezza che non avrebbe mai più rischiato un intervento chirurgico per il fugace “sballo” dell’euforia di genere, ha fatto nascere un profondo rimpianto. Katie ha iniziato la detransizione nell’estate 2021, ha smesso il testosterone e nel 2022 ha affrontato deliberatamente la disforia indossando abiti femminili e riprendendo il suo nome di nascita—suggeritole per la prima volta da un pastore luterano della chiesa che ha frequentato per ricevere sostegno. Rimane permanentemente segnata da una voce più profonda, peli sul viso, una struttura ossea mascolinizzata e infertilità; ogni tanto si rade ancora la barba e avverte un lieve dolore addominale. Sul piano emotivo riferisce un nuovo coraggio e una maggiore stabilità, anche se teme che gli altri diffidino del suo giudizio dopo scelte così radicali. Oggi Katie si esprime contro la transizione sia pediatrica sia adulta, sostenendo che ormoni e interventi chirurgici di riassegnazione mascherino un disagio psicologico sottostante, ed estende empatia alle persone che attualmente si identificano come trans, esortandole a sapere che i detransizionisti non le respingeranno qualora dovessero ripensarci.