Revisione del governo USA: prove di certezza molto bassa per la transizione dei giovani; gruppi medici la contestano

Trattamento della disforia di genere in età pediatrica: revisione delle prove e delle migliori pratiche

Authors
U.S. Department of Health and Human Services (contributors: Evgenia Abbruzzese, Alex Byrne, Farr Curlin, Moti Gorin, Kristopher Kaliebe, Michael K. Laidlaw, Kathleen McDeavitt, Leor Sapir, Yuan Zhang)
Journal
U.S. Department of Health and Human Services (government report)
Year
2025

Summary

The US Department of Health and Human Services ordered this review by executive order and published it in May 2025. It looks at the evidence for social transition, puberty blockers, hormones and surgery in under-18s. Its core gathers 17 earlier evidence reviews, which rated the evidence on mental health, quality of life and regret as very weak for every treatment. Other chapters cover policies abroad, WPATH, US practice, ethics and talk therapy. The main finding matches European reviews such as England's Cass Review. But the authors, named only in November 2025, include public critics of these treatments, and several were paid for legal or expert-witness work. US medical groups and academic critics say it misrepresents the evidence. Its evidence chapter fairly shows how uncertain the evidence is; its other chapters are argued opinion, not systematic research.

Key findings

  • Il rapporto ha raccolto 17 revisioni delle prove precedenti: 2 sulla transizione sociale, 9 sui bloccanti della pubertà, 8 sugli ormoni cross-sex, 3 sulla chirurgia e 5 sulla terapia della parola. Dieci sono state giudicate a basso rischio di distorsione.
  • Per ogni trattamento, le prove su disagio, salute mentale, qualità della vita e rimpianto sono state giudicate molto deboli. Solo gli effetti corporei attesi, come l'effettiva pausa della pubertà, erano sostenuti da prove solide.
  • Nessuno degli studi nelle nove revisioni sui bloccanti della pubertà era uno studio randomizzato (in cui le persone sono assegnate al trattamento per caso), e solo sei avevano un gruppo non trattato con cui confrontarsi.
  • Il rapporto elenca i possibili danni: infertilità, problemi sessuali, minore formazione ossea, problemi cardiaci e metabolici, condizioni di salute mentale, complicanze chirurgiche e rimpianto. Gran parte di ciò è dedotto dal funzionamento del corpo anziché misurato in giovani trattati.
  • Il rapporto dice che il vero tasso di rimpianto è sconosciuto e servono dati migliori. Sostiene inoltre che il solo rimpianto o la sola soddisfazione non possano mostrare se un trattamento sia giustificato dal punto di vista medico.
  • La prima versione (1 maggio 2025) non nominava autori. La versione del 19 novembre 2025 nominava nove collaboratori e pubblicava nove revisioni paritarie con le risposte. Cinque collaboratori hanno detto di essere stati pagati per lavori legali o come periti in materia di medicina di genere.
  • Il governo ha invitato l'American Academy of Pediatrics, l'American Psychiatric Association e l'Endocrine Society a rivederlo. Hanno accettato solo gli psichiatri, che hanno detto che i metodi non erano abbastanza aperti da accettare i risultati senza verifica.

Conclusion

The Review concludes that the overall quality of evidence on the effects of any intervention for pediatric gender dysphoria (social transition, puberty blockers, cross-sex hormones, surgery) on psychological outcomes, quality of life, regret or long-term health is very low, so reported benefits are likely to differ substantially from true effects. Evidence on harms in systematic reviews is also sparse, but the authors argue that known physiology points to risks including infertility, sexual dysfunction, impaired bone density accrual, cardiometabolic effects, surgical complications and regret. They judge the WPATH SOC-8 and Endocrine Society guidelines to lack developmental rigour and say U.S. medical associations overstated professional consensus. On ethics, they argue that respect for autonomy does not create a right to non-beneficial interventions. They describe psychotherapy as a noninvasive alternative that systematic reviews have not linked to adverse effects. The Review states that it is not a clinical practice guideline and makes no legislative or policy recommendations.